L’emozione di questa settimana è paura.
Sto sentendo il battito del cuore accelerato e sono completamente attento a quello che accade intorno a me perché avverto una sensazione di pericolo.
COSA CI SPINGE A FARE?
La paura è quella sensazione che ci avverte quando potremmo essere in pericolo e ci aiuta a proteggerci e ad essere prudenti.
Ci spinge a prepararci ad affrontare una possibile minaccia accelerando i nostri battiti cardiaci e massimizzando la nostra attenzione verso l’esterno. Tutti meccanismi che ci preparano alla lotta, la fuga o l’immobilismo per non farsi notare.
LA STORIA DI LUCA
Luca è in una gita turistica e si trovano su un tragitto diverso da quello pianificato perché l’autista trovando la strada principale bloccata ha preso una strada secondaria credendo che si sarebbe ricongiunta più avanti. Però parecchi chilometri più avanti il pullman ha un problema al motore e si blocca in una zona dove non c’è ricezione cellulare.
Decidono tutti di scendere e di andare a visitare il rudere del castello che si vede sulla collina. Arrivati si rendono conto che la porta laterale è aperta e decidono di entrare a dare un’occhiata. Entrati nel salone principale decidono di fare un’assemblea per proporre cosa fare e a turno, chi vuole, si mette sul palco e propone la sua.
Nonostante Luca per lavoro fa l’esploratore ed è preparato a gestire situazioni come quella, non si fa avanti perché la sua paura di parlare in pubblico in pubblico lo blocca, come se fosse una catena invisibile che lo trattiene dal dire anche una sola parola.
L’assemblea si conclude con la decisione di stare nel castello attendendo l’arrivo di qualche soccorso. Luca sa che non è la decisione migliore ma si adegua.
Qualche minuto più tardi si alza il vento forte ed inizia a piovere. La pioggia batte forte sul tetto della casa, mentre il vento urla attraverso le fenditure delle finestre.
Un brivido di paura scorre lungo la schiena di Luca perché tra la pioggia e i tuoni sente anche un sinistro scricchiolio che non preannuncia nulla di buono.
Questa volta la paura innesca il meccanismo di fuga e Luca comincia a gridare che è meglio uscire di corsa e tornare al pullman. Fortunatamente, gli altri decidono di seguire le sue indicazioni e dati pochi passi sotto la pioggia sentono il tonfo sordo del tetto della sala crollare proprio dove erano seduti pochi istanti prima.
Saliti sul pullman anche se bagnati fradici, tutti ringraziano Luca per avergli salvato la vita.
L’UTILITà EVOLUTIVA DELLA PAURA
Immagina un tempo antico in cui un gruppo di uomini delle caverne sta cacciando nella foresta per procurarsi il cibo necessario alla sopravvivenza. Mentre si avventurano più in profondità nel bosco, uno dei cacciatori sente uno strano rumore provenire dai cespugli circostanti. La paura improvvisa si diffonde nel gruppo, e tutti si fermano, in allerta. Il loro istinto di sopravvivenza li avverte che potrebbe esserci un pericolo imminente, forse un predatore nascosto tra gli alberi.
Il capo del gruppo decide di inviare alcuni cacciatori avanti per investigare, mentre gli altri si preparano a difendersi. La paura che provano li tiene vigili e pronti a reagire in caso di emergenza. Dopo aver effettuato una ricerca attenta, scoprono che il rumore proveniva semplicemente da una famiglia di animali selvatici che si muovevano attraverso il bosco. Rassicurati che non c’è alcun pericolo imminente, i cacciatori riprendono la loro attività con maggiore cautela, consapevoli della necessità di rimanere all’erta di fronte ai potenziali pericoli della natura selvaggia.
Quindi la paura ha aiutato a identificare e reagire prontamente a minacce come predatori, condizioni meteorologiche avverse o situazioni pericolose, consentendo agli uomini primitivi di adottare comportamenti protettivi, come rimanere all’erta ed avere reazioni veloci, per evitare danni fisici o morte. Inoltre, ha favorito lo sviluppo di comportamenti di aggregazione per sentirsi più protetti. Questo ha portato la creazione di comunità che avevano una maggiore possibilità di sopravvivenza.
In sintesi, la paura ha svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione umana, fornendo un’importante risposta di adattamento a situazioni di pericolo e aiutando gli individui e le comunità a sopravvivere e prosperare in ambienti spesso ostili e incerti.
APPROFONDIAMO
Il termine “Paura” ha origine dalla radice indoeuropea “pat-” che significa “percuotere” ed è stata ripresa dal latino “pavire” che significa “battere a terra”. La parola latina “pavor” che significa “paura” deriva dal “pavire”, volendo rappresentare il comportamento che si ha con questa emozione, ossia l’essere scossi, il tremare.
La paura è un’emozione primaria di difesa, che si ha quando percepiamo una situazione di pericolo, di rischio, di minaccia, che può essere reale, prevista nell’immediato futuro, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. È come un campanello d’allarme che suona nel nostro corpo e nella nostra mente quando ci troviamo di fronte a qualcosa che potrebbe farci del male e ci prepara a reagire rapidamente per proteggerci. Questa genera nel nostro corpo reazioni che ci preparano ad una reazione immediata: aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, tensione muscolare, aumento della sudorazione.
Tutte reazioni attivate dall’amigdala cerebrale che bypassa la nostra mente cosciente e ci attiva risposte di tipo Lotta, Fuga o Immobilismo.
Quando siamo spaventati, il nostro corpo reagisce in diversi modi: il cuore batte più velocemente, la respirazione diventa più rapida, i muscoli si irrigidiscono e possiamo avvertire una sensazione di intorpidimento o formicolio. A livello mentale, la paura può manifestarsi attraverso pensieri catastrofici, preoccupazioni e ansie riguardo a ciò che potrebbe accadere.
Ad esempio, quando sentiamo un rumore strano di notte, potremmo sentire paura perché non sappiamo cosa sia e ci fa sentire preoccupati. Ma questa emozione ci aiuta anche a essere prudenti e a trovare un modo per affrontare la situazione.
Questa emozione ha radici profonde nell’evoluzione umana, poiché ha svolto un ruolo cruciale nella sopravvivenza della nostra specie proteggendoci dalle minacce esterne.
La sua funzione primaria è legata alla naturale conservazione della specie. La Paura ti dà l’energia e la motivazione per proteggerti.
Abbiamo visto che la paura è un’emozione vitale che ci aiuta a proteggerci dai pericoli reali, ma può anche influenzare negativamente la nostra vita se diventa eccessiva o ingiustificata. Diventa un problema quando viene vissuta in maniera esagerata o fuori contesto.
È importante imparare a gestire la paura in modo sano ed equilibrato per vivere una vita piena e gratificante.
L’utilità della paura.
La reazione psicologa a stimoli pericolosi porta a un cambiamento nel modo in cui noi pensiamo: il nuovo pensiero diventa adattivo in quel contesto, in quanto ci prepara a far fronte alla minaccia. Per esempio, quando siamo sotto particolari stress diventiamo più focalizzati sul problema, ci concentriamo più a lungo e incrementiamo le nostre capacità di problem-solving. Similmente, avvertiremo anche un cambiamento in ciò che proviamo, come l’essere più irritabili o tesi.
Se non c’è un pericolo reale può non essere utile.
Se le persone non provassero paura, non sarebbero in grado di proteggersi da minacce legittime. La paura è una risposta vitale al pericolo fisico ed emotivo che è stata fondamentale durante l’evoluzione umana, ma soprattutto nei tempi antichi, quando uomini e donne affrontavano regolarmente situazioni di vita o di morte.
Oggigiorno gli stimoli che ci fanno paura non sono più grandi leoni o invasioni vicine, quanto piuttosto la perdita di un lavoro, un cambiamento di vita o il sommarsi di problemi quotidiani. Tuttavia i cambiamenti corporei, il pensiero e le reazioni comportamentali rimangono le stesse dei nostri antenati. La paura ha dunque, come tutte le emozioni, un’utilità per l’uomo, mettendolo in guardia dai pericoli. Essa però diventa un problema quando viene vissuta in maniera esagerata o fuori contesto.
Se è troppa non è più utile.
La persona con una eccessiva risposta di paura a numerose situazioni, inizia a focalizzarsi esclusivamente su ciò che teme, generalmente preoccupandosi che un problema non abbia soluzione o catastrofizzandolo. Si sviluppa, col tempo, un tipo di pensiero negativistico verso se stessi e il mondo circostante, percepito come fonte di minacce sempre possibili. Tale forme di ragionamento negativo formano un circolo vizioso con i cambiamenti corporei, come ad esempio: “Ho un dolore al petto, devo avere qualcosa che non va con il cuore”, oppure: “questa sensazione/emozione è insopportabile, non c’è niente che possa fare”. In questo modo lo stress rimane costantemente elevato, portando a un aumento del disagio e delle preoccupazioni, fattore che induce le persone a focalizzarsi sugli eventi negativi e insolubili piuttosto che su quelli positivi.
Può anche essere una risposta eccessiva o irrazionale a situazioni che non rappresentano una reale minaccia per la nostra sopravvivenza. Questo può portare a ansie e fobie che limitano la nostra capacità di vivere pienamente e di affrontare le sfide della vita in modo adeguato.
Molte persone sperimentano occasionali attacchi di paura o “nervosismo” prima di un volo, del primo appuntamento, di una partita importante, di parlare in pubblico, di ragni o serpenti. Ma quando la paura di qualcuno è persistente e specifica per una certa minaccia e compromette la sua vita quotidiana, quella persona potrebbe avere quella che è nota come fobia specifica.
Questa emozione ha una lunga storia evolutiva ed è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Nel corso dei millenni, l’essere umano ha imparato a riconoscere i pericoli e ad attivare una risposta di fuga o lotta per proteggersi. Ad esempio, se vediamo un serpente velenoso o ci troviamo in una strada trafficata, la paura ci aiuta a reagire prontamente per evitare il pericolo.
Tuttavia, la paura può anche manifestarsi in modo eccessivo o irrazionale in situazioni che non rappresentano una minaccia reale. Questo può portare a sentimenti di ansia o panico, che possono interferire con la nostra capacità di affrontare le sfide quotidiane in modo efficace.
Imparare a gestire la paura in modo sano è importante per il benessere emotivo e la qualità della vita.
Non abbiate paura, tra una settimana troverete una nuova emozione!
Per oggi è tutto.
A presto e alla prossima.

