L’emozione di questa settimana è rabbia.
Sto sentendo un’energia violenta scorrere in me perché quello che sta accadendo non soddisfa le mie esigenze, le mie regole di vita o i miei standard.
COSA CI SPINGE A FARE?
La rabbia è un’emozione che sentiamo quando qualcosa non va come vorremmo e ci infastidisce o ci frustra molto. È un segnale di allarme che indica la presenza di un ostacolo e ci spinge a reagire con forza. È come una scintilla che accende una grande energia dentro di noi, che vuole uscire fuori, e che ci spinge a chiarire ciò che ci sta bene e ciò che invece non possiamo tollerare o accettare.
LA STORIA DI ELISA
Elisa si trovava al supermercato e nota che la cassiera non sta trattando professionalmente la signora anziana che aveva difficoltà a pagare. Sente la sua rabbia crescere sempre di più e dopo due minuti non si riesce più a trattenere ed esplose. Urla alla cassiera di trattare la signora con rispetto ed arriva anche a prenderla per il bavero della giacca.
Sia la cassiera che la stessa signora anziana si spaventano perché non capiscono subito il motivo dell’azione violenta. Interviene la sicurezza e dieci minuti più tardi, grazie anche all’aiuto di altri clienti che avevano assistito alla scena, la situazione fu chiarita. La cassiera comprese che il suo comportamento non stava aiutando la signora anziana ma anche Elisa si scusò per aver perso le staffe e si sentì delusa e rammaricata per aver agito in maniera troppo impulsiva. Si rese conto che la sua reazione aveva creato più problemi che benefici e che senza l’aiuto degli altri clienti sarebbe potuta essere denunciata per aggressione.
Poco dopo, sull’autobus, mentre tornava a casa a testa bassa, vide un signore anziano che a malapena riusciva a stare in piedi e nessuno che gli offriva il posto a sedere. La rabbia salì di nuovo ma questa volta riuscì a canalizzare l’energia in modo utile e quindi educatamente chiese alle persone sedute vicino al vecchio se qualcuno fosse così gentile da far sedere la persona anziana. Tutti si alzarono con un po’ di vergogna in viso ed offrirono il posto a sedere al signore anziano che ringraziò e finalmente riuscì a respirare più tranquillo.
Questa volta Elisa fu contenta di come aveva usato l’energia fornita dalla rabbia e tornò a casa a testa alta, orgogliosa per aver fatto una buona azione.
L’UTILITà EVOLUTIVA DELLA RABBIA
Nell’antichità, quando gli esseri umani erano costantemente esposti a minacce come predatori, avversità naturali e conflitti con altri gruppi umani, l’emozione della rabbia ha svolto un ruolo fondamentale nella loro sopravvivenza, per proteggere se stessi e i propri cari da possibili danni o violenze.
Immagina di essere un uomo preistorico che cammina in un bosco e si imbatte in un animale selvatico che sembra minaccioso. La rabbia avrebbe potuto farti sentire determinato e pronto a difenderti. Avresti potuto urlare o fare rumore per spaventare l’animale e proteggerti.
Arrivi a casa e scopri che un’altra persona sta mangiando le tue provviste. La rabbia ti da la forza necessaria e la spinta a combattere per difendere le tue risorse vitali come cibo, acqua e territorio. Allo stesso modo se vedi qualcuno che sta facendo del male a un tuo amico o familiare, potresti sentirti arrabbiato e desiderare di intervenire per proteggerli.
Inoltre, la rabbia poteva essere utilizzata come mezzo per stabilire dominanza o per difendere il proprio status all’interno del gruppo. Gli individui in grado di dimostrare la propria rabbia in modo efficace potevano guadagnare rispetto e autorità tra i loro compagni, aumentando così le loro possibilità di sopravvivenza e successo nel lungo termine.
Inoltre, la rabbia può anche segnalare agli altri individui che i nostri confini personali sono stati violati, aiutando a mantenere relazioni sociali e comunitarie equilibrate.
In sintesi, la rabbia ha svolto un ruolo cruciale nell’aiutare gli esseri umani a fronteggiare le sfide e i pericoli dell’ambiente naturale e sociale dell’antichità, fornendo loro l’energia per reagire con forza e garantire la propria sopravvivenza e quella del loro gruppo.
APPROFONDIAMO
Il termine “Rabbia” deriva dal latino “rabies” che vuol dire “follia” e può essere correlato anche al sanscrito “rabhas” che vuol dire “fare violenza”.
Quindi rappresenta un’emozione forte, che talvolta riesce a creare un filtro spesso che copre i nostri pensieri offuscandoli. È capace di rimuovere i nostri freni inibitori e può farci agire impulsivamente o in modo aggressivo se non la controlliamo. Può farci sentire come se volessimo gridare, colpire qualcosa o correre via. La persona arrabbiata prova una profonda avversione verso qualcosa o qualcuno e, in alcuni casi, anche verso se stesso.
Per questo il termine rabbia e quello di aggressività sono stati spesso utilizzati in modo intercambiabile, anche se essi non coincidono sempre. La rabbia è uno stato emotivo, mentre l’aggressione, la violenza, si riferisce al comportamento messo in atto.
Si vede facilmente un bebè urlare o lanciare oggetti manifestando il proprio stato di rabbia, ciò dimostra che si tratta di un’emozione innata che si manifesta fin da subito.
Ma è importante sapere che la rabbia non è cattiva di per sé. È un modo del nostro corpo di dirci che qualcosa non va e ci spinge ad affrontarlo. Dobbiamo canalizzare i pensieri negativi che si attivano automaticamente in risposta a un evento che percepiamo e interpretiamo come provocatorio. Altrimenti si auto-rinforzano in una spirale che può sfociare in aggressività e violenza.
Canalizzare la rabbia vuol dire avere le capacità di esprimere pensieri, bisogni ed emozioni riguardanti la causa della rabbia, in modo chiaro ed efficace, senza per questo danneggiare o ferire i sentimenti altrui. Per canalizzare la rabbia allunghiamo il tempo fra stimolo e risposta. È il contare fino a 10 prima di rispondere. In questo modo permettiamo alla parte logica del nostro cervello (il neocortex) di “gestire” la parte emozionale e più istintiva del nostro cervello (il limbico).
Immagina di vedere un bambino al parco che gioca pacificamente con diversi giocattoli. Improvvisamente, arriva un altro bambino che prende uno dei giocattoli e inizia a giocarci senza chiedere il permesso. Questo fa arrabbiare il primo bambino perché gli sembra un gesto ingiusto e dispotico. Se riuscisse a canalizzare la rabbia potrebbe avere un comportamento più controllato. Potrebbe chiedere al bambino di restituirgli il giocattolo in modo deciso ma rispettoso, oppure potrebbe chiamare il papà per chiedere aiuto.
Ma questo è un comportamento tipico degli adulti. Un bambino difficilmente riesce a canalizzare la rabbia e quindi spesso ha una reazione di lotta e quindi vai a riprenderti il giocattolo con la forza, o strattonando il giocattolo o spingendo il bambino o dandogli uno schiaffo o un pugno o un calcio.
La rabbia è come un fuoco che trasforma l’acqua in vapore, se lo lasci chiuso dentro prima o poi fa esplodere il contenitore. Se invece lo gestisci e lo canalizzi, lo indirizzi su una turbina, puoi produrre energia elettrica.
La rabbia è una delle emozioni di base, è un’emozione universale, che appartiene all’esperienza umana comune e condivisa a prescindere dall’età, dalla cultura e dall’etnia di appartenenza. È l’emozione di qualcuno che non accetta che le cose accadano senza il proprio consenso. La rabbia indica che qualcosa si interpone tra noi e il raggiungimento del nostro obiettivo (per esempio quando non riusciamo ad ottenere ciò che desideriamo, o quando non possiamo fare quello che vogliamo). Come gli altri animali che diventano aggressivi se si sentono in pericolo o competono per difendere il loro territorio, anche noi ci arrabbiamo se ci sentiamo minacciati (ad esempio, nella nostra autostima). Oppure se percepiamo un’ingiustizia (per esempio che i nostri diritti sono stati violati o riteniamo una situazione offensiva o degradante) o una frustrazione dei nostri bisogni (come quando ci viene negato qualcosa o le nostre esigenze non sono state soddisfatte). La rabbia può anche essere uno scudo che copre la tua paura di provare il sentimento di “dolore”. Il messaggio nascosto nella rabbia è che una regola nella tua vita, o uno standard importante a cui tieni, è stato violato.
Insomma, la rabbia ci segnala che qualcosa nel nostro ambiente non sta andando come noi pensiamo che dovrebbe essere. In questo senso, la rabbia può essere un potente motore di cambiamento perché ci spinge ad affrontare le ingiustizie, a difendere noi stessi e gli altri e a orientarci verso azioni costruttive.
Se ci pensiamo bene, a farci arrabbiare non è mai l’evento in sé, ma l’interpretazione che diamo dell’evento. La rabbia si attiva tutte le volte che pensiamo di aver subito un torto.
Quando proviamo rabbia, il nostro corpo reagisce con tensione muscolare, aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna, innalzamento della voce e espressioni facciali intense.
Tutto questo per prepararci ad affrontare la situazione che ci ha causato fastidio. La rabbia ci prepara a combattere. Ma combattere non significa necessariamente tirare pugni. Potrebbe motivare le comunità a combattere l’ingiustizia modificando le leggi o applicando nuove norme. Ci aiuta a fronteggiare prontamente i problemi che ci si presentano. Ci dà l’energia e la forza necessarie per difenderci o per far valere i nostri diritti. Però è anche un’emozione pericolosa perché quando ci arrabbiamo corriamo più facilmente il rischio di perdere il controllo e quindi fare del male a qualcuno.
Ai nostri antenati era utile a difendersi da eventuali attacchi provenienti dall’ambiente circostante. Noi oggi continuiamo ad arrabbiarci di fronte ad alcune minacce pur non vivendo più in luoghi ostili come quelli dei nostri progenitori. Oggi i pericoli difficilmente sono fisici, al contrario è più probabile imbattersi in situazioni in cui l’imperativo è difendersi da quanto può ferirci psicologicamente, ad esempio offese, rifiuti, delusione delle aspettative e comportamenti altrui che denotano scarsa attenzione per noi.
La rabbia va anche intesa come una reazione a tutela dei nostri confini e dei nostri limiti, di quello che riteniamo accettabile o meno. Il nostro cervello usa la rabbia per alzare delle barriere per evitare che altre persone possano approfittarsi.
Quindi la rabbia ha un ruolo importante nella nostra vita, soprattutto nell’ambito relazionale. È quell’emozione che ci permette di far valere i nostri diritti e favorisce l’affermazione di noi come persone autonome all’interno di un contesto sociale.
Non vi arrabbiate, tra una settimana troverete una nuova emozione!
Per oggi è tutto.
A presto e alla prossima.

