L’emozione di questa settimana è sorpresa.
Mi sto sentendo improvvisamente coinvolto in qualcosa di inaspettato ed ho alcuni istanti di massima attenzione per capire cosa c’è di nuovo nel mondo che conosco.
COSA CI SPINGE A FARE?
La sorpresa ci spinge a prestare attenzione e a reagire rapidamente a cambiamenti inattesi, stimolando la nostra curiosità e il desiderio di saperne di più. È la scintilla che ci spinge a riconsiderare le nostre aspettative e adattarci alla situazione che si è appena verificata.
LA STORIA DI MARTINA
In un tranquillo pomeriggio di domenica, Martina stava facendo una passeggiata nel parco vicino a casa sua. Era un’abitudine che le piaceva molto, perché il parco era un luogo sereno e pieno di alberi e fiori colorati. Mentre camminava, osservava le anatre nello stagno e ascoltava il canto degli uccelli sugli alberi.
Mentre si avvicinava a un’area del parco che di solito era tranquilla e poco frequentata, Martina fu sorpresa di sentire un allegro suono di musica in lontananza. Seguendo il suono, scoprì che c’era un piccolo festival in corso, con persone che ballavano, cibo delizioso e giochi per bambini.
Martina, incuriosita, decise di esplorare il festival. Scoprì nuovi tipi di musica, assaggiò cibi che non aveva mai provato prima e incontrò persone nuove e interessanti. La sorpresa di trovare un festival nel suo solito percorso le offrì un’esperienza piacevole e inaspettata, trasformando un normale pomeriggio in un’avventura divertente e memorabile.
In questo esempio, la sorpresa ha permesso a Martina di scoprire qualcosa di nuovo e di arricchire la sua giornata con esperienze piacevoli e incontri inaspettati, dimostrando come questa emozione possa portarci a scoprire nuove opportunità e a vivere momenti speciali anche nei luoghi più familiari.
L’UTILITà EVOLUTIVA DELLA SORPRESA
Nell’antichità, quando gli esseri umani erano costantemente esposti a minacce come predatori, avversità naturali e conflitti con altri gruppi umani, l’emozione della rabbia ha svolto un ruolo fondamentale nella loro sopravvivenza, per proteggere se stessi e i propri cari da possibili danni o violenze.
Immagina di essere un uomo preistorico che cammina in un bosco e si imbatte in un animale selvatico che sembra minaccioso. La rabbia avrebbe potuto farti sentire determinato e pronto a difenderti. Avresti potuto urlare o fare rumore per spaventare l’animale e proteggerti.
Arrivi a casa e scopri che un’altra persona sta mangiando le tue provviste. La rabbia ti da la forza necessaria e la spinta a combattere per difendere le tue risorse vitali come cibo, acqua e territorio. Allo stesso modo se vedi qualcuno che sta facendo del male a un tuo amico o familiare, potresti sentirti arrabbiato e desiderare di intervenire per proteggerli.
Inoltre, la rabbia poteva essere utilizzata come mezzo per stabilire dominanza o per difendere il proprio status all’interno del gruppo. Gli individui in grado di dimostrare la propria rabbia in modo efficace potevano guadagnare rispetto e autorità tra i loro compagni, aumentando così le loro possibilità di sopravvivenza e successo nel lungo termine.
Inoltre, la rabbia può anche segnalare agli altri individui che i nostri confini personali sono stati violati, aiutando a mantenere relazioni sociali e comunitarie equilibrate.
In sintesi, la rabbia ha svolto un ruolo cruciale nell’aiutare gli esseri umani a fronteggiare le sfide e i pericoli dell’ambiente naturale e sociale dell’antichità, fornendo loro l’energia per reagire con forza e garantire la propria sopravvivenza e quella del loro gruppo.
APPROFONDIAMO
Il termine “Sorpresa” deriva dal latino “superpre-hendere” che vuol dire “prendere da sopra”. Quindi rappresenta qualcosa che ci “coglie inaspettatamente” perché arriva da un punto da cui normalmente non ci aspettiamo di essere raggiunti.
Perché la sorpresa ci prende dall’alto, come un’aquila dall’altro prende la preda senza che questa se ne accorga fino a che non si sente afferrata.
La sorpresa è una reazione improvvisa e inaspettata a qualcosa che ci colpisce.
inaspettata significa anche: contrario all’aspettativa.
La sorpresa dura soltanto un attimo in cui ci accorgiamo di un fatto imprevisto.
Scompare in fretta. Non possiamo restare a lungo in preda alla sorpresa. Lei svanisce, evapora, cambia aspetto. E nel cambiare ti cambia, perché le emozioni sono grumi della tua essenza. La sorpresa si trasforma velocemente in un’altra emozione. Diventa gioia se ti sorprendi di un evento o di una persona che ti piace, diventa paura o tristezza se quell’evento o quella persona non ti piace proprio.
Fisicamente, la sorpresa si manifesta con una serie di reazioni automatiche: gli occhi si spalancano, le sopracciglia si alzano e il respiro si ferma per un istante. Questo avviene per raccogliere quante più informazioni possibili e prepararci a reagire.
La sorpresa è utile perché ci tiene pronti ad affrontare cambiamenti o eventi imprevisti. Ci spinge a riconsiderare le nostre aspettative e ci dà l’impulso necessario per adattarci rapidamente a nuove situazioni. Inoltre, può anche renderci più attenti e ricettivi alle opportunità che altrimenti potremmo trascurare.
La sorpresa è intimamente connessa all’idea di agire secondo una serie di regole. Quando le regole della realtà che generano gli eventi della vita quotidiana si separano dalle aspettative pratiche, il risultato è la sorpresa. La sorpresa rappresenta la differenza tra aspettative e realtà, il divario tra le nostre ipotesi e aspettative.
Senza violare un’aspettativa, la sorpresa non può verificarsi.
Può essere correlata alla curiosità poiché può suscitare l’interesse e la voglia di indagare ulteriormente per comprendere meglio ciò che ci ha sorpresi.
La sorpresa è l’emozione che, rompendo gli schemi, ci aiuta a capire il mondo.
Le nostre esperienze e convinzioni, infatti, creano nella nostra mente degli schemi abbastanza precisi, sui quali tendiamo a prevedere gli eventi futuri. Se però accade qualcosa che contraddice quegli schemi, se si genera un evento in netto contrasto con una certezza che magari abbiamo da tempo, scatta allora la sorpresa, che diventa la chiave per correggere le nostre idee e imparare nuove cose.
Molte importanti scoperte nascono dalla presa di coscienza di un’anomalia. Per questo è importante avere la capacità di lasciarsi sorprendere: la serendipità, cioè la scoperta di qualcosa di imprevisto mentre si sta cercando tutt’altro, richiede la flessibilità di lasciarsi trasportare dalla sorpresa.
Alexander Fleming dimenticò di distruggere le colture batteriche su cui stava lavorando e, al ritorno da una vacanza, notò che erano state aggredite da una muffa del genere Penicillium. Fleming ne fu sorpreso, ma indagò, e scoprì le proprietà antibiotiche della penicillina.
La sorpresa è per certi versi un diritto da esercitare, per apprezzare i diversi momenti della vita… Per avere una vita sorprendente. Lascia quindi sempre aperta la possibilità di guardare l’orizzonte e cogliere un paesaggio inatteso, che ti cambia la percezione delle cose. Uno sguardo non logorato dalle abitudini: ecco lo strumento che ti serve per accogliere la sorpresa.
I bambini sono specialisti della sorpresa e dello stupore: nella loro crescita ogni cosa nuova può generare sorpresa. Può essere un oggetto, un fiore, un sasso, un animale, un suono, la musica… Nella sua funzione evolutiva la sorpresa accende l’attenzione, la curiosità e quindi stimola l’apprendimento.
Da adulti rischiamo di perdere questa funzione secondaria più costruttiva della sorpresa: succede quando non proviamo più interesse o curiosità, quando diamo tutto per scontato, quando smettiamo di aver voglia di imparare cose nuove.
Io penso che dovremmo misurare e dare valore alla nostra quotidianità partendo dal senso di sorpresa che è presente nelle nostre giornate.
Sorprendersi di risvegliarsi al mattino accanto alla persona che ami, stupirsi di un nuovo viaggio e delle meraviglie della natura che riserva, sorprendersi di un traguardo sofferto che tanto desideravi, la sorpresa di scoprire i personaggi di un nuovo libro o di un film.
Che cos’è la vita? Scoprire che dopo una nota possiamo trovarne un’altra dando forma alla nostra melodia in questa o in quella esperienza.
Se ti piacciono le emozioni, tra una settimana troverete una nuova sorpresa!
Per oggi è tutto.
A presto e alla prossima.

