L’emozione di questa settimana è felicità.
Quello che sto facendo mi fa sentire in pace e voglio continuare a farlo e condividerlo con il mondo. È come un terreno fertile che genera abbondanza e dà frutti.
COSA CI SPINGE A FARE?
La felicità è una sensazione di gioia e benessere che ci spinge a ripetere azioni che ci fanno stare bene e a condividere la nostra gioia con chi ci sta vicino. Se, ad esempio, hai appena ottenuto il lavoro che desideravi. La felicità ti spinge a condividere la gioia con gli amici e la famiglia, creando un’atmosfera di festa. Inoltre ti motiva ad affrontare il nuovo lavoro con energia e ottimismo, rendendo tutto più facile e stimolante.
LA STORIA DI DARIO
Dario era un giovane designer pieno di talento e creatività. Un giorno ricevette la notizia che il suo progetto per arredare un famoso hotel era stato selezionato. Era al settimo cielo: finalmente una grande opportunità per dimostrare le sue capacità. La felicità lo inondò, e pieno di entusiasmo, si buttò subito a lavorare. L’euforia lo spinse a creare nuove idee, a correre da un incontro all’altro, convinto che l’entusiasmo fosse la chiave per fare colpo. Tuttavia, nel suo slancio, trascurò alcuni dettagli tecnici e organizzativi fondamentali. Quando presentò il progetto ai responsabili dell’hotel, si accorse troppo tardi che mancavano informazioni essenziali. Il progetto venne respinto perché alcune scelte non erano state ben ponderate. La sua felicità iniziale, che lo aveva spinto a fare di più, si rivelò un ostacolo perché non aveva mantenuto la calma e l’attenzione necessarie.
Ma Dario non si scoraggiò. Decise di rimettersi al lavoro con più concentrazione, cercando di trasformare la delusione in una lezione. Con la felicità ancora viva per l’opportunità ricevuta, ma questa volta accompagnata da una maggiore cura e precisione, revisionò il progetto. Fece tesoro delle critiche, collaborò con i suoi colleghi per migliorare ogni aspetto e dedicò tempo a rifinire ogni minimo dettaglio. Quando ripresentò il progetto, fu accolto con grande apprezzamento e approvato senza esitazioni. Dario capì che la felicità, se accompagnata da pazienza e attenzione, può essere una forza che aiuta a superare le sfide più grandi.
Grazie a questa esperienza, Dario imparò che l’entusiasmo è essenziale per spingersi avanti, ma che deve essere bilanciato dalla disciplina e dalla cura per i dettagli.
L’UTILITà EVOLUTIVA DELLA FELICITà
Immagina un uomo preistorico di nome Khar che viveva in una tribù di cacciatori. Ogni giorno, Khar e i suoi compagni uscivano dalla loro caverna, pronti ad affrontare la dura realtà di un mondo selvaggio. Cacciare non era mai facile, e spesso tornavano a mani vuote, con la frustrazione che cresceva e la fame che mordeva.
Ma un giorno, dopo aver inseguito un grande cervo per ore, Khar e il suo gruppo riuscirono a catturarlo. Quel momento fu magico. Quando il cervo cadde, tutti provarono un’esplosione di gioia e sollievo. La felicità li invase, riempiendoli di energia. Il grande cervo avrebbe nutrito la tribù per giorni.
Mentre tornavano al loro rifugio con il cervo sulle spalle, Khar sentiva che la felicità non era solo per il cibo, ma per il legame che si era creato tra loro. Erano una squadra, e quella sensazione di felicità li rendeva più forti. Attorno al fuoco, quella sera, mentre arrostivano la carne e condividevano il pasto, il gruppo rideva, scherzava e celebrava. Ogni risata e ogni sorriso rafforzava il loro legame. La felicità li spingeva a ricordare che lavorare insieme era la chiave per sopravvivere.
Quella notte, mentre il fuoco si affievoliva e tutti si preparavano a dormire, Khar rifletteva. Si rendeva conto che la felicità non era solo una sensazione passeggera. Era la forza che li spingeva a ripetere quei comportamenti che garantivano la loro sopravvivenza.
Quando erano felici, erano motivati a cacciare ancora, a costruire rifugi migliori, a proteggersi l’un l’altro. Ogni volta che provavano felicità, il loro cervello associava quel sentimento alle azioni che li avevano portati lì: la collaborazione, il lavoro di squadra, la condivisione. E sapevano che per continuare a sopravvivere in quel mondo ostile, avrebbero dovuto mantenere quei legami e ripetere quelle azioni.
La felicità, per Khar e il suo gruppo, non era solo una sensazione piacevole. Era uno strumento di sopravvivenza. Li spingeva a essere più uniti, a lavorare insieme, a fidarsi l’uno dell’altro. Ogni volta che riuscivano in qualcosa di importante, come una caccia di successo o la costruzione di un rifugio sicuro, la felicità li spingeva a farlo di nuovo.
Grazie a questa emozione, la loro tribù, non solo sopravviveva, ma prosperava.
APPROFONDIAMO
Il termine “Felicità” deriva dal latino “felicitas” che a sua volta proviene da “felix”, che significa “fertile“, “fruttuoso“, “prospero“. Quindi rappresentava uno stato di abbondanza e prosperità, legato al concetto di una vita prospera che porta frutti. Ed oggi ha assunto il significato più ampio di “stato di benessere, soddisfazione e appagamento”. Sin dai tempi antichi, la felicità era associata all’idea di una vita piena, ricca di frutti e benessere.
Ma cosa significa davvero essere felici?
La felicità è un’esperienza di gioia e benessere, combinata con la sensazione che la vita che stiamo vivendo sia piena e significativa.
La felicità non è semplicemente uno stato passeggero di gioia. È qualcosa di più profondo, uno stato di benessere che pervade tutto l’essere, che ci fa sentire in pace con noi stessi e con il mondo che ci circonda. Quando siamo felici, tutto sembra più leggero, le preoccupazioni si allontanano e proviamo un senso di appagamento che ci fa sentire vivi.
Ma non è solo questo. La felicità è anche legata alla produttività, al sentirsi utili e capaci di generare qualcosa di buono, come se dentro di noi ci fosse una forza che ci spinge a creare, a dare frutti, proprio come un terreno fertile che aspetta il seme per germogliare. È come se la felicità fosse il risultato di un ciclo di crescita e abbondanza, dove il benessere interiore si manifesta all’esterno e contagia tutto ciò che facciamo.
Immagina di svegliarti al mattino e di avere una sensazione di pace che ti accompagna per tutta la giornata. Non importa cosa succede intorno a te, senti dentro di te una luce che brilla, una luce che ti fa sorridere, che ti dà la forza di affrontare qualsiasi difficoltà. Questa è la felicità: non solo un’emozione, ma uno stato d’animo duraturo che ti rende capace di vedere il lato positivo delle cose, di apprezzare i piccoli momenti di gioia che la vita ti offre ogni giorno. La felicità non è riservata solo ai grandi traguardi, ma si nasconde nelle piccole cose della vita quotidiana. Può essere il sorriso di un bambino, il calore di un abbraccio, la soddisfazione di un lavoro ben fatto o semplicemente il piacere di essere vivi.
Pensiamo a un campo fiorito: ogni fiore rappresenta un momento di felicità. Alcuni fiori sono grandi e appariscenti, altri piccoli e delicati, ma tutti insieme creano un panorama armonioso e bello da guardare. Così è la nostra vita: fatta di tanti piccoli momenti di felicità che, messi insieme, formano un’esperienza di benessere e appagamento. La felicità è anche un’emozione che ci spinge a cercare il meglio in noi stessi e negli altri. Quando siamo felici, tendiamo ad essere più gentili, più aperti e disponibili verso gli altri. Vogliamo condividere la nostra gioia, come se fosse una luce che può illuminare anche chi ci sta intorno. E questo crea un circolo virtuoso: più siamo felici, più rendiamo felici gli altri, e più gli altri ci rendono felici.
Ma come si raggiunge la felicità?
La risposta non è semplice, perché la felicità è diversa per ognuno di noi. Alcuni la trovano nella realizzazione personale, nel successo professionale o nei rapporti affettivi, altri nel contatto con la natura o nella meditazione. Tuttavia, una cosa è certa: la felicità non è un evento casuale, ma il risultato delle nostre scelte e del nostro modo di vedere il mondo. Essere felici non significa vivere senza problemi o difficoltà, ma saper affrontare la vita con un atteggiamento positivo, riconoscendo che ogni ostacolo può essere superato e che ogni difficoltà può insegnarci qualcosa di prezioso.
La felicità non è una meta da raggiungere, ma un percorso da vivere ogni giorno. È come un viaggio, dove ogni passo è importante, dove non conta solo il punto di arrivo, ma anche il cammino che percorriamo. E lungo questo cammino, incontriamo molte cose belle: l’affetto delle persone care, la bellezza della natura, il piacere di fare ciò che ci piace. Queste sono le cose che ci fanno sentire felici, che ci danno la sensazione di essere nel posto giusto, al momento giusto. Ma la felicità non è solo un’esperienza individuale. È anche una questione di relazioni. Essere felici significa essere in armonia con noi stessi, ma anche con gli altri. La felicità è più grande quando la condividiamo, quando facciamo del bene agli altri, quando vediamo la gioia negli occhi di chi amiamo.
La scienza ci dice che la felicità ha anche effetti positivi sul nostro corpo. Quando siamo felici, il nostro cervello rilascia sostanze chimiche come la dopamina e la serotonina, che ci fanno sentire bene. Questi ormoni migliorano il nostro umore, riducono lo stress e ci fanno sentire più energici. Non è un caso che le persone felici tendano a vivere più a lungo e ad avere una salute migliore. Ma la felicità non è solo una questione di chimica. È anche una questione di mente. Essere felici significa avere una mentalità positiva, saper vedere il lato buono delle cose, anche quando tutto sembra andare storto. È la capacità di apprezzare ciò che abbiamo, di vivere nel presente senza preoccuparci troppo del futuro o rimuginare sul passato.
La felicità, dunque, è una scelta. Non possiamo controllare tutto ciò che accade intorno a noi, ma possiamo controllare come reagiamo a ciò che accade. Possiamo scegliere di vedere il bicchiere mezzo pieno, di cercare il bene in ogni situazione, di essere grati per le piccole cose che rendono la vita speciale. In questo senso, la felicità è un atto di coraggio. È il coraggio di essere vulnerabili, di aprirsi agli altri, di accettare che non tutto sarà sempre perfetto, ma che possiamo comunque trovare gioia e serenità in ciò che abbiamo. La felicità non è qualcosa che si può ottenere con la forza o con la volontà, ma è qualcosa che emerge quando siamo in pace con noi stessi, quando accettiamo la vita così com’è, con i suoi alti e bassi.
Alla fine, la felicità è un viaggio interiore. È la scoperta di ciò che ci fa stare bene, di ciò che ci rende davvero felici. Non è una cosa che si può trovare all’esterno, ma qualcosa che nasce dentro di noi, quando impariamo a vivere con gratitudine, con amore, con leggerezza. La felicità è come un seme che, se coltivato con cura, può crescere e fiorire, portando frutti di pace, serenità e gioia. E quando impariamo a essere felici, scopriamo che la vita è un dono prezioso, da vivere con pienezza e con il cuore aperto.
Sono felice di dirvi che la prossima settimana arriverà puntuale una nuova emozione. ^_^
Per oggi è tutto.
A presto e alla prossima.

