L’emozione di questa settimana è serenità.
Mi sento in pace perché sto facendo quello che è importante per me ed accettando quello che non posso controllare.
COSA CI SPINGE A FARE?
La serenità è una sensazione di calma e chiarezza che ci fa affrontare le situazioni senza agitazione. Si fonda sulla nostra capacità di accettare quello che accade nella vita. Ci spinge a vivere il presente con gratitudine per ciò che abbiamo, e ci spinge a cercare con tranquillità una soluzione per ciò che ancora ci manca.
LA STORIA DI LUCA
Luca era sempre stato una persona calma e riflessiva. Amava osservare le situazioni con distacco prima di agire, certo che la fretta fosse spesso cattiva consigliera. Ma un giorno, questa sua serenità si trasformò in un ostacolo.
Durante una partita di calcio con gli amici, la sua squadra stava per vincere, ma negli ultimi minuti l’altra squadra guadagnò un rigore. Il portiere, agitato, gli chiese di prendere il suo posto: “Luca, tu sei sempre così tranquillo, potresti essere perfetto per questo momento!”
Luca accettò senza esitazione e si posizionò davanti alla porta. Voleva mantenere la calma, non farsi prendere dall’ansia, ma il suo desiderio di restare sereno lo portò a un’eccessiva passività. Rimase fermo, convinto che il tiratore avrebbe rivelato la sua intenzione all’ultimo secondo. Ma quando la palla partì, era troppo tardi. Non fece in tempo a reagire e il gol decretò la sconfitta della sua squadra.
Dopo la partita, i suoi amici gli diedero pacche sulle spalle, cercando di consolarlo, ma lui capì che, in certe situazioni, l’istinto e la prontezza erano più importanti della calma assoluta.
Qualche mese dopo, però, quella stessa serenità si rivelò la sua più grande alleata. Durante una vacanza in montagna con gli amici, si trovò in una situazione difficile. Stavano facendo un’escursione quando all’improvviso il tempo cambiò. Una fitta nebbia avvolse il sentiero, rendendo impossibile vedere a pochi metri di distanza. Alcuni dei suoi amici iniziarono a farsi prendere dal panico, camminando a caso alla ricerca di un’uscita. Luca, invece, si fermò. Respirò profondamente e pensò. “Correre alla cieca non ci aiuterà. Se perdiamo l’orientamento, rischiamo di cadere o di perderci ancora di più.”
Con calma, tirò fuori la mappa e il GPS che aveva nello zaino. Studiò il percorso e, con pazienza, guidò il gruppo verso un punto sicuro. Grazie alla sua capacità di restare sereno sotto pressione, evitarono il pericolo e riuscirono a tornare sani e salvi.
Quella sera, davanti a una tazza di tè caldo, Luca rifletté su come la serenità avesse avuto un ruolo diverso nelle due situazioni. A volte, trattenersi troppo poteva fargli perdere occasioni preziose. Altre volte, invece, la calma era la chiave per prendere le decisioni giuste. Da quel giorno, Luca capì che la serenità era una grande alleata, ma solo se accompagnata dalla consapevolezza di quando era il momento di agire.
L’UTILITà EVOLUTIVA DELLA SERENITà
Il fuoco ardeva nel cuore della caverna, proiettando ombre danzanti sulle pareti di pietra. Fuori, la foresta sussurrava nel vento, mentre i rami si piegavano come antenne sensibili ai suoni della notte. La tribù sedeva in cerchio, avvolta nel calore delle fiamme e nella sicurezza di essere, almeno per quella notte, al riparo. Era stata una giornata dura. La caccia si era trasformata in una fuga disperata quando un leone era balzato fuori dagli alberi, affamato e silenzioso. Solo per un soffio erano riusciti a scappare. Ora, i loro cuori battevano ancora forte, ma pian piano il respiro si faceva più regolare.
Uno dei cacciatori, Anuk, lanciò un pezzo di carne nel fuoco e si voltò verso il capo del gruppo, un uomo anziano con il volto segnato dagli anni e dagli inverni passati nella foresta. «Abbiamo avuto paura» disse Anuk, abbassando lo sguardo. «Abbiamo corso, senza pensare.»
L’anziano annuì. «Eppure siete vivi.» La sua voce era calma, come la superficie di un fiume al mattino. «E ora che il pericolo è passato, dobbiamo capire come affrontarlo meglio la prossima volta.»
Il silenzio si fece denso. I cacciatori ricordavano il panico, il respiro corto, il rumore dei rami spezzati sotto i loro piedi mentre scappavano. Ma ora, con la calma che il fuoco e la sicurezza della caverna regalavano, riuscivano a vedere le cose con più chiarezza.
«Dobbiamo prepararci meglio» suggerì una donna, Kira, con la voce ferma. «Lance più lunghe. Possiamo lavorarci domani.»
«E dovremmo cacciare in gruppi più numerosi» aggiunse un altro. «Così nessuno rimane indietro.»
L’anziano annuì ancora. «Vedete cosa accade quando la paura lascia spazio alla serenità? Prima, pensavate solo a correre. Ora, pensate a sopravvivere meglio.»
La notte scivolò via, e con essa l’ansia della giornata. Il mattino portò nuove idee, nuove strategie. Le lance furono affilate con cura, i percorsi studiati con più attenzione. La paura aveva acceso l’allarme, ma era la serenità che li avrebbe resi più forti.
Qualche settimana dopo, un nuovo pericolo si presentò. Durante la caccia, un branco di lupi si aggirava vicino al fiume. Ma questa volta la tribù non si fece prendere dal panico. Si fermarono, osservarono, pensarono. Usarono la strategia, non l’istinto cieco. E quando tornarono alla caverna, con il bottino della caccia sulle spalle, sapevano che non era solo la forza a garantire la sopravvivenza. Era la capacità di fermarsi, respirare, e affrontare la vita con saggezza.
Il fuoco bruciava ancora, e con esso, la certezza che la loro tribù sarebbe sopravvissuta.
APPROFONDIAMO
Il termine “serenità” deriva dal latino “serenǐtas -atis” a sua volta derivato da “serenus” che significa principalmente “secco”, e poi “limpido” e “tranquillo”.
Quindi rappresenta lo stato di chi è “limpido”, “privo di nuvole’”, di chi ha uno “stato non tormentato”, di chi è privo di preoccupazioni o di timori, di chi ha “la quiete dell’animo”, “la pace interiore”.
La serenità è uno stato d’animo che assomiglia a un cielo limpido, senza nuvole. Non è un luogo in cui rifugiarsi quando il mondo diventa caotico, ma una condizione interiore che si conquista con il tempo, come un albero che cresce e si fortifica.
Ma cosa significa davvero essere sereni?
Significa accettare la realtà per com’è, senza pretendere di cambiarla oltre i limiti del possibile, e scegliere di concentrare le proprie energie su ciò che si può migliorare.
La serenità è uno stato di calma interiore in cui accettiamo il mondo così com’è e viviamo con consapevolezza e gratitudine.
Immagina di essere su una barca in mezzo all’oceano. Le onde si infrangono contro le fiancate, il vento soffia, e il cielo si oscura di tanto in tanto. La barca non smette di muoversi, e tu non puoi controllare il mare, ma puoi scegliere come affrontarlo. Puoi decidere di afferrare saldamente il timone e orientarti con calma, senza farti travolgere dalle emozioni. Questo è il cuore della serenità: sapere che non possiamo dominare ogni aspetto della vita, ma possiamo decidere come reagire.
La serenità non è assenza di problemi, ma la capacità di non lasciarsene sopraffare. Non significa vivere senza emozioni negative, ma accoglierle, accettarle e poi lasciarle andare, come onde che si infrangono e si dissolvono sulla spiaggia.
Raggiungere questa condizione richiede consapevolezza, una sorta di allenamento interiore che ci permette di distaccarci dalle preoccupazioni inutili.
La serenità è una forma di saggezza: è l’arte di distinguere ciò che possiamo controllare da ciò che dobbiamo accettare. Questo principio è ben illustrato dalla famosa “Preghiera della serenità”:
“Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso, e la saggezza per conoscerne la differenza.”
Non si tratta di un semplice esercizio intellettuale, ma di un profondo cambiamento di prospettiva che ci aiuta a vivere in armonia con noi stessi e con il mondo.
La serenità si coltiva attraverso piccole azioni quotidiane. Per esempio, imparare a respirare profondamente può sembrare banale, ma è un potente strumento per calmare la mente. Quando inspiri lentamente e profondamente, segui il flusso dell’aria che entra nei polmoni, e poi espiri con altrettanta lentezza, è come se il tuo corpo dicesse alla tua mente: “Tutto va bene. Sei al sicuro.” Questo semplice esercizio può trasformarsi in un rituale quotidiano che ti aiuta a gestire lo stress e a ritrovare il tuo equilibrio interiore.
Un altro aspetto fondamentale della serenità è l’accettazione. Accettare non significa arrendersi o rassegnarsi, ma riconoscere la realtà per quello che è, senza giudizio. Accettare se stessi, con i propri pregi e difetti, è il primo passo verso la pace interiore. Quando smettiamo di combattere contro noi stessi, quando ci concediamo di essere imperfetti, troviamo un senso di leggerezza che ci permette di vivere con più gioia e meno pressione.
La serenità è anche gratitudine. Essere grati per ciò che abbiamo, per le persone che amiamo, per i piccoli momenti di bellezza che ogni giorno ci regala, è un modo per spostare l’attenzione dalle mancanze alle ricchezze. La gratitudine non è solo un sentimento, ma una pratica che possiamo allenare. Ogni sera, prima di andare a dormire, prova a pensare a tre cose per cui sei grato. Potrebbero essere cose semplici, come un sorriso ricevuto, un pasto caldo, o un momento di quiete. Questo esercizio ti aiuterà a focalizzarti sul lato positivo della vita e a sviluppare una mentalità più serena.
Ma la serenità non si raggiunge solo con la meditazione o con la gratitudine. Richiede anche coraggio. Il coraggio di affrontare le proprie paure, di accettare l’incertezza, di lasciare andare ciò che non ci serve più. È come liberarsi di un bagaglio pesante che abbiamo portato con noi per troppo tempo. Questo processo può essere doloroso, ma è necessario per fare spazio a nuove opportunità e a nuove esperienze.
Infine, la serenità è una scelta. Ogni giorno, ogni momento, possiamo scegliere di essere sereni. Non possiamo controllare gli eventi esterni, ma possiamo controllare il nostro atteggiamento. Possiamo scegliere di vedere le sfide come opportunità di crescita, piuttosto che come ostacoli insormontabili. Possiamo scegliere di rispondere con gentilezza invece che con rabbia, con comprensione invece che con giudizio. È un lavoro continuo, ma è anche la strada per una vita più piena e soddisfacente.
La serenità non è un traguardo da raggiungere, ma un cammino da percorrere. E lungo questo cammino, scopriremo che non siamo soli. Altre persone stanno affrontando le stesse sfide, cercando la stessa pace. Possiamo imparare gli uni dagli altri, sostenendoci a vicenda, condividendo le nostre esperienze e le nostre scoperte. Perché, in fondo, la serenità è un dono che non solo riceviamo, ma che possiamo anche donare agli altri.
State sereni perché fra una settimana ci sarà una nuova emozione. ^_^
Per oggi è tutto.
A presto e alla prossima.

